e ti accendi una sigarettati massaggi la schiena che scotta, e non perchè hai preso quel "pulito" sole,no, hai usato un bollino del tuo abbonamento per le lampados.e ripensi a quanto avevi cercato una magliettina a pois[puà]e quest'anno c'è l'esplosione di pallini di tutte le dimensioni forme e colori, e ti viene su il gattoperchè volevi qualcosa di speciale,ma ormai le cose speciali sono poche.Come quando stai in macchina e tiri via le scarpeti togli le calzettinee metti i piedi contro il vetrolasciandoti parcheggiata in zona rimozione forzata in pieno centro.Ma poi prima di salire in casa prendi una viola e te la infili nei capellinello specchio del portone ti guardie pensi che si, un cesso oggi non sei, nonostante le guance rosse, gli occhi stanchi,la tuta e gli occhialoni neri.Poi ripartono i verdena.ormai sono anni che non li ascolti davvero..sono anni che non li vai a sentiresono anni che non ci fai due chiacchiere al telefono o dietro il palco.e poi ti torna in mente la persona che te li ha fatti conoscereche te li ha fatti amare e odiare.e ripensi a quando ti vestivi col tutù nero e indossavi cerchietti con grandi fiocchi violaquando tutto era portato all'esagerazione.esagerazione di alcool,esagerazione di voler apparire diversa dagli altri, perchè diversa ti sei sempre sentita, ma non ti bastava.cocktail mortali che mandavi giù senza problemi.e scritte su zainisu murisu fontanescritte ovunque.lasciavi la tua orma cosi.e ora che mi vesto di fiori, guardando indietro non mi vedo più.quella bambina in nero non c'è più,o forse si, ma è cresciuta.ora ci sono ali più solide.e un sorriso mi scappa.