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e ti accendi una sigaretta
ti massaggi la schiena che scotta, e non perchè hai preso quel "pulito" sole,
no, hai usato un bollino del tuo abbonamento per le lampados.
e ripensi a quanto avevi cercato una magliettina a pois[puà]
e quest'anno c'è l'esplosione di pallini di tutte le dimensioni forme e colori,
e ti viene su il gatto
perchè volevi qualcosa di speciale,
ma ormai le cose speciali sono poche.
Come quando stai in macchina e tiri via le scarpe
ti togli le calzettine
e metti i piedi contro il vetro
lasciandoti parcheggiata in zona rimozione forzata in pieno centro.
Ma poi prima di salire in casa prendi una viola e te la infili nei capelli
nello specchio del portone ti guardi
e pensi che si, un cesso oggi non sei, nonostante le guance rosse, gli occhi stanchi,la tuta e gli occhialoni neri.
Poi ripartono i verdena.
ormai sono anni che non li ascolti davvero..
sono anni che non li vai a sentire
sono anni che non ci fai due chiacchiere al telefono o dietro il palco.
e poi ti torna in mente la persona che te li ha fatti conoscere
che te li ha fatti amare e odiare.
e ripensi a quando ti vestivi col tutù nero e indossavi cerchietti con grandi fiocchi viola
quando tutto era portato all'esagerazione.
esagerazione di alcool,
esagerazione di voler apparire diversa dagli altri, perchè diversa ti sei sempre sentita, ma non ti bastava.
cocktail mortali che mandavi giù senza problemi.
e scritte su zaini
su muri
su fontane
scritte ovunque.
lasciavi la tua orma cosi.
e ora che mi vesto di fiori, guardando indietro non mi vedo più.
quella bambina in nero non c'è più,
o forse si, ma è cresciuta.
ora ci sono ali più solide.
e un sorriso mi scappa.

Pubblicato il 24/4/2006 alle 14.8 nella rubrica Diario.

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